Sebbene il termine "stress" sia da lungo tempo entrato nel linguaggio comune, pochi sanno quale sia il reale significato.

Ogni giorno, normalmente, abbiamo a che fare con un grandissimo numero di stimoli ed esperienze provenienti non solo dall’ambiente fisico e sociale in cui viviamo, ma anche dal nostro stesso corpo e dalla nostra stessa mente; basti pensare ai ricordi di eventi passati, alla prefigurazione di possibili eventi futuri e ai pensieri risultanti da un ragionamento o da altre forme di associazioni mentali libere o guidate.

Tutti questi stimoli esterni ed interni possono essere sufficientemente intensi da elicitare in noi una risposta emozionale che potremmo definire metaforicamente come l’energia propulsiva della motivazione (la spinta) ad attuare comportamenti fisici o mentali orientati ad un fine, conscio o inconscio che sia.

La domanda che ci poniamo è la seguente: di fronte all’enorme flusso di stimoli cui siamo quotidianamente sottoposti, quali possono essere definiti fonti di stress (ossia stressor)?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo prima definire i concetti di stress e stressor.

L’uso della parola stress risale al 14° secolo (Simpson & Weiner, 1989, 1993; Proffitt, 1997); deriva dalla parola francese “destresse” che a sua volta deriva dal latino “strictus” participio del verbo latino “stringere” il cui principale significato è “stringere, serrare, comprimere, legare, fasciare”, tutti termini che evocano situazioni di “costrizione, pressione, impedimento”.

Originariamente il termine stress denotava condizioni di disagio, avversità, privazione e stento. Nel 16° secolo la parola stress era utilizzata per indicare condizioni in cui una determinata entità (un oggetto materiale, un organo del corpo o anche una facoltà mentale) era sottoposta ad un sovraccarico di lavoro, sforzo e fatica (Simpson & Weiner, 1989).

Nel 19° secolo il termine stress divenne un preciso termine scientifico usato nell’ambito della fisica per riferirsi alle forze applicate agli oggetti e in grado di causarne deformazioni o logorio.

Successivamente il neurologo e fisiologo statunitense Walter Cannon (1914) introdusse il moderno concetto biomedico di stress inteso come una perturbazione dell’omeostasi somatica da parte di minacce esterne in grado di indurre una  fight-or-flight response e cioè una risposta di fuga o combattimento che, a livello fisiologico, è legata al rilascio massiccio e rapido di catecolamine (adrenalina e noradrenalina).

La concezione di Cannon fu largamente accettata negli anni ’30 e ’40 (del 1900) e fu poi ampliata dall’endocrinologo e biologo austriaco Hans Selye (1956) secondo  il quale “lo stress è la risposta non-specifica dell’organismo ad ogni richiesta ad esso effettuata” (Selye, 1936) o “uno stato che si manifesta come una sindrome specifica che consiste in tutti i cambiamenti non specificamente indotti nel sistema biologico”. Questi cambiamenti sono misurabili e occorrono sia a livello di sistema che a livello locale.

Fu Selye ad introdurre per primo il termine “stressor” per indicare lo stimolo in grado di determinare la risposta di stress.

Fu sempre Selye nel 1936, in un articolo pubblicato su Nature, a dimostrare per primo il ruolo dell’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrenali) nella risposta dello stress.

Secondo Selye quando l’individuo è sottoposto in modo prolungato all’azione di vari tipi di stressors (fisici, mentali, sociali o ambientali), esso reagisce con una risposta definita “Sindrome Generale di Adattamento (GAS)”.

Un altro modello di stress proposto negli anni '90 è quello di McEven che introdusse il concetto di allostasi.

 

La parola inglese stress oggi ha molteplici significati: sollecitazione, sforzo, tensione, carico e spinta; in psicologia e in medicina assume spesso il significato di “tensione, logoramento, logorio”. Tuttavia non vi è ancora un accordo unanime nel definire il significato del termine stress in ambito psicologico.

 

Nell’accezione comune una situazione è considerata stressante quando è in grado di produrre nell’individuo una qualche forma di affaticamento.

 

 Nel presente lavoro daremo una definizione di stress restando fedeli al significato originario di questa parola di “sforzo o logoramento”, relegando l’accezione di semplice “sollecitazione” agli effetti di tutti gli stimoli.

Concepire tutti gli stimoli come stressors avrebbe infatti solo l’effetto di rimandare la distinzione tra stimoli in grado di “logorare” l’organismo (o parte di esso) e stimoli non in grado di farlo, distinzione quest’ultima che costituisce forse la ragione principale della necessità e utilità dell’introduzione del concetto originario di stress.

 

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