hans selye

  • GAS e LAS

    Una distinzione importante introdotta da Selye è quella tra LAS (Local Adaptation Symdrome) e GAS (General Adaptation Syndrome).

    Mentre la GAS è elicitata solo da stressor che direttamente o indirettamente coinvolgono l’intero corpo e che determinano ciò che Selye ha denominato “stress sistemico”, la LAS è una risposta a stimoli non specifici che coinvolgono solo una parte del corpo; ad esempio una LAS può manifestarsi sotto forma di processo infiammatorio, necrosi o degenerazione cellulare e rigenerazione di una regione circoscritta della pelle o del tessuto connettivo che ha subito un trauma fisico o chimico.

    Tuttavia una LAS circoscritta ad un certo gruppo muscolare, ad un organo di senso o ad una regione cerebrale può raggiungere proporzioni tali da determinare una risposta sistemica che coinvolge l’intero organismo ossia una GAS.

    Domanda: la LAS è determinata da uno stressor? Ossia Selye considera la condizione di “stress localizzato” ad un tessuto o regione corporea come specifica? Sembra che Selye consideri la condizione di stress solo nei termini della risposta aspecifica che si snoda attraverso tre fasi della GAS. L’autore infatti definisce lo stress come la "risposta non specifica dell’organismo a qualsiasi richiesta" e la GAS come lo sviluppo cronologico della risposta agli stressor quando la loro azione è prolungata.

    Secondo Selye uno stimolo locale altamente specifico, come una luce o un suono agenti rispettivamente sulla retina o sul timpano, può determinare una LAS (Local Adaptation Symdrome) o una GAS (General Adaptation Syndrome) a seconda dell’intensità con cui viene presentato e del modo in cui viene recepito; per generare una GAS lo stimolo deve essere sufficientemente intenso da determinare uno stato di arousal (attivazione) con conseguente stimolazione dell’asse HPA. 

  • Sindrome Generale d'Adattamento di Selye

    Secondo Hans Selye quando l’individuo è sottoposto in modo prolungato all’azione di vari tipi di stressors (fisici, mentali, sociali o ambientali), esso reagisce con una risposta definita “Sindrome Generale di Adattamento (GAS)” che si snoda in tre fasi:

    1. Allarme = l'organismo risponde agli stressor mettendo in atto meccanismi volti a favorire comportamenti fisici e/o mentali per far fronte alla situazione. A livello fisiologico si verifica il rilascio di catecolamine (adrenalina, noradrenalina), l’aumento del battito cardiaco e della pressione sanguigna, un aumento dell’irrorazione sanguigna dei muscoli, ecc. 
    1. Resistenza = se lo stressor persiste, i meccanismi omeostatici del corpo tentano di combattere e contrastare gli effetti negativi dell'affaticamento prolungato producendo anche risposte ormonali specifiche da ghiandole endocrine come le surrenali (glucocorticoidi). Se lo stressor non è eccessivamente prolungato, questi meccanismi riescono nel loro intento; se lo stressor si prolunga eccessivamente, progressivamente l’organismo va incontro alla condizione di esaurimento (sotto).
    1. Esaurimento = se lo stressor persiste ulteriormente, il soggetto può venire sopraffatto e possono prodursi effetti sfavorevoli permanenti a carico della struttura psichica e/o somatica.

    Secondo Selye dunque le catecolamine svolgono un ruolo cruciale nella prima fase della risposta dello stress (reazione d’allarme) mentre i glucocorticoidi sono i principali responsabili delle manifestazioni morfologiche del distress, specialmente nelle fasi della resistenza e dell’esaurimento (Selye 1976; Szabo 1985).

    La sindrome Generale di adattamento rappresenta dunque lo sviluppo cronologico della risposta agli stressor quando la loro azione è prolungata.

    Tache e Selye (1985) hanno in seguito elencato gli elementi essenziali del modello dello stress di Selye:

    1. tutti gli eventi della vita causano una qualche forma di stress;
    2. lo stress non è negativo in sé, ma uno stress eccessivo o non necessario dovrebbe essere evitato se possibile;
    3. lo stressor è lo stimolo che elicita la necessità di adattamento; lo stress è la risposta.
    4. Gli aspetti non specifici della reazione del corpo ad un agente potrebbero non essere tanto ovvi quanto gli effetti specifici. Talvolta solo un disturbo o una disfunzione renderà l’individuo consapevole di essere sotto stress.
    5. Lo stress dovrebbe essere monitorato attraverso una batteria di parametri
    6. lo stress non dovrebbe essere equiparato soltanto all rilascio di ACTH, corticoidi o catecolamine. Queste reazioni sembrano rappresentare le vie principali di un adattamento non specifico, ma restano gli elementi di uno schema molto complesso.
    7. La rimozione dello stressor elimina lo stress.

    Tornando al concetto di stress, secondo Selye la sua applicazione in tutti gli ambiti applicativi da lui analizzati sembra causare confusione in relazione a 10 problemi:

    1. La corretta definizione di stress, stressor e GAS.
    2. Il concetto di non specificità in biologia e medicina.
    3. Il condizionamento delle risposte dello stress da parte di diversi fattori endogeni (genetici) ed esogeni (ambientali).
    4. La relazione tra GAS e LAS.
    5. La differenza tra patogeni diretti e indiretti.
    6. La definizione di condizioni morbose nelle quali lo stress svolge un ruolo particolarmente prominente.
    7. Il ruolo della genetica verso quello dei fattori su l’autocontrollo volontario nel gestire lo stress biologico.
    8. Le modalità di azione degli ormoni sintossici e catatossici, droghe e attitudini comportamentali.
    9. Il cosiddetto primo mediatore della risposta dello stress che trasporta il messaggio dello stato di stress direttamente dall’area coinvolta ai centri regolatori neurormonali.
    10. Il trattamento e la profilassi dei danni indotti dallo stress attraverso tecniche farmacologiche e comportamentali.
  • Specificità vs. non-specificità

    Secondo Selye la specificità è un fenomeno sempre relativo ed entrambi i termini possono essere riferiti tanto agli stimoli quanto alle risposte.

    La non-specificità di una risposta non dipende dalle sue (pur sempre specifiche) caratteristiche, ma dal fatto che essa possa essere elicitata da più stimoli (specifici e non).

     Ad esempio, le manifestazioni della reazione d’allarme con la secrezione di ACTH, corticoidi e catecolamine ed anche la formazione di ulcere nello stomaco possono essere considerate effetti non specifici in quanto elicitabili da innumerevoli stimoli in grado di evocare nell’organismo un’intensa risposta adattativa; quindi queste risposte dello stress sono non-specifiche nelle loro cause ma comunque specifiche nelle loro modalità di manifestazione e gli stimoli che le possono causare possono essere specifici o non specifici; ad esempio il nostro organismo è in grado di attuare risposte non specifiche (generalizzate) in risposta ad agenti patogeni altamente specifici (come virus e batteri) o ad altre condizioni altamente specifiche (come la luce, rumori intensi, dolori localizzati), così come è in grado di attuare risposte non specifiche in risposta a condizioni o stimoli prevalentemente non specifici come lunghi periodi di eccessivo lavoro mentale o fisico (con conseguente fatica generalizzata).

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti per inviare informazioni in linea con le tue preferenze. Se continui nella navigazione o clicchi su un elemento della pagina accetti il loro utilizzo. Per maggiori informazioni leggi la nostra Informativa.

  Accetto i cookies da questo sito
EU Cookie Directive Module Information